Menu Chiudi

Distribuzioni Linux Server alternative a CentOS Linux

Distribuzioni CentOS alternative

La distribuzione GNU Linux CentOS, così come l’abbiamo conosciuta fino all’anno scorso, non esiste più. Come ben sanno gli sviluppatori ed i System Integrators di tutto il mondo, il progetto CentOS ha cambiato direzione e non può più essere più utilizzata per quei progetti, basati su questa distribuzione, che richiedono stabilità e solidità.

Molti, in questo ultimo anno sono rimasti piuttosto disorientati dalla presa di posizione di Red Hat Inc. e si sono chiesti che fine abbia fatto CentOS.

La distribuzione server CentOS non è però totalmente scomparsa dai radar; tuttavia, coloro che hanno esigenze di costruire piattaforme che includano server affidabili e dalla buona manutenibilità dovrebbero ora armarsi di coraggio e rivolgere il proprio sguardo altrove.

Quelle che sono elencate qui di seguito, crediamo siano valide alternative a CentOS server.

Abbiamo voluto evitare di fare una carrellata di tutte le distribuzioni GNU Linux disponibili ed ancora «appetibili». Ne sarebbe risultato un elenco interminabile e noiosissimo. Basti pensare alla immensa quantità di distribuzioni GNU Linux ad oggi disponibili, come illustrato in questa grafica.

Diciamo sin da subito che potremmo certamente aver dimenticato qualcuna delle distribuzioni più apprezzate dagli utenti, e di questo ce ne scusiamo prima ancora di proseguire, Abbiamo voluto solo citare quelle distribuzioni che, oltre alla loro notorietà, sono sicuramente quelle con un «installato» in produzione più significativo.

Ubuntu Server

Immagine di installazione Ubuntu
La scarna schermata di installazione di Ubuntu server

Le distribuzioni della Sudafricana Canonical non hanno certamente bisogno di presentazioni.

La distribuzione Ubuntu Desktop è già da tempo molto apprezzata dagli utenti, mentre versione server è una delle più utilizzate, tanto che sembra avere un’ascesa inarrestabile.

Nata da una costola (fork) di Debian, ha con quest’ultima un buon grado di compatibilità; tanto che molte guide tecniche sembrano essere scritte indistintamente per entrambi i sistemi operativi.

Disponibile per il [download dalla pagina di Ubuntu Server](), viene rilasciata una nuova release ogni 6 mesi la quale riceverà aggiornamenti software per i successivi 9 mesi.

Canonical Rilascia anche una versione LTS (Long Time Support) ogni 2 anni; la quale riceve aggiornamenti software per 5 anni, oltre alla disponibilità, qualora lo si desideri, di un supporto tecnico a pagamento per lo stesso arco temporale.

La versione server LTS è utilizzata in molti ambienti critici dove la stabilità è uno dei requisiti fondamentali; È anche presente in un gran numero di hosting provider, soprattutto per la sua estrema stabilità oltre che ad una flessibilità di impiego non indifferente.

Migrazione da CentOS a Ubuntu

Il passaggio da CentOS ad Ubuntu non dovrebbe presentare alcuna difficoltà per l’utente esperto. Tuttavia alcuni Sysadmin ed Integrators che non hanno mai avuto esperienza con le distribuzioni Debian e derivate potrebbero senz’ombra di dubbio rimanere un po’ disorientati da alcune differenze sostanziali nell’architettura del sistema.

Le diversità più evidenti riguardano principalmente la struttura delle directory di sistema, la gestione dei pacchetti e poco altro. Cose che tutto sommato non dovrebbero rappresentare problemi insormontabili.

Leggi anche:   Nuovo sito web diprimio.com 2021

Non allarmatevi! La dicotomia Debian/Redhat è cosa ben nota. In fondo si tratta pur sempre di GNU Linux, quindi, niente paura. Sono sicuro che i vantaggi che si possono trarre dal passaggio a questa distribuzione saranno di gran lunga superiori a qualche piccolo disagio che si potrebbe incontrare all’inizio.

Versioni disponibili

Ubuntu server è disponibile per architetture X86_64, Arm, Power, s390x, delle quali è possibile scaricale le elative ISO.

Un aspetto interessante dell’area download di Ubuntu riguarda la possibilità di poterlo scaricare anche come macchina virtuale già pronta all’uso. È disponibile inoltre MAAS (Metal As A Service) che permette di installare e gestire interi Data Center con server fisici per l’implementazione di infrastrutture Cloud.

Oracle Linux

Immagine di installazione Oracle Linux
La prima schermata dell’installazione di Oracle Linux

Formalmente: Oracle Enterprise Linux, è la distribuzione GNU Linux prodotta e commercializzata da Oracle Corporation, uno dei giganti della Silicon Valley.

Essenzialmente si tratta di un fork dei RHEL adattata alle esigenze di Oracle. Nata ai tempi della collaborazione Redhat/Oracle per produrre un sistema Linux in grado di poter ospitare i database Oracle di dimensioni considerevoli.

Disponibile per il download alla pagina di Oracle Linux, viene rilasciata sempre come release definitiva (equivalente della LTS di Ubuntu).

Secondo la Lifetime definita da Oracle, La versione 7, che equivale ad una CentOS-7, è supportata fino a giugno 2024. Mentre la versione 8, che equivale ad una CentOS-8, riceverà gli aggiornamenti fino a giugno 2029.

Inutile ricordare che, essendo questa distribuzione supportata direttamente da Oracle Corporation, alla quale si aggiunge una nutrita comunità di sviluppatori. Ogni nuovo aggiornamento sarà reso immediatamente disponibile.

Migrazione da CentOs a Oracle Linux

Chi ha già fatto qualche esperienza con CentOS oppure con RHEL, noterà certamente come il processo di installazione di Oracle Linux sia identico a quello delle citate distribuzione. Le uniche cose che differiscono sono i colori di sfondo ed i loghi utilizzati. con questi presupposti, possiamo confermare quanto sia pressoché indolore il passaggio a questa distribuzione per coloro che provengono da una distribuzione CentOS o RHEL.

Il passaggio da CentOS Oracle Linux è quindi sicuramente indolore. Considerando che le differenze sono minimali e quasi esclusivamente estetiche, l’utente che abbraccia questa distribuzione si sentirà sicuramente a casa. Forse il caso più semplice di migrazione, almeno secondo la mia esperienza personale.

Versioni disponibili

Oracle Linux è disponibile per architetture X86_64 e Arm, delle quali è possibile scaricare le elative ISO.

Un aspetto interessante dell’area download di Oracle Linux riguarda la possibilità di scaricare modelli (Template) di macchine virtuali in formato OVA già pronte all’uso in infrastrutture VMware. Ciò rende estremamente rapido il Deploy, anche di molte istanze, nelle proprie infrastrutture.

Debian Linux

Immagine di installazione di Debian Linux
La prima schermata dell’installazione di un server Debian Linux

Qualsiasi parola spesa per presentare questa distribuzione sarebbe superflua e non renderebbe giustizia né alla sua notorietà né tanto meno alle sue qualità.

Leggi anche:   Colored prompt on bash console

Debian Una delle più distribuzioni Linux più longeve ed attualmente sviluppate dalla da una Community di sviluppatori. Il progetto è fondato da Ian Murdock nel 1993 in un periodo storico cruciale per lo sviluppo del Progetto GNU. E la prima versione stabile viene rilasciata nel giugno del 1996.

Debian è una distribuzione Linux completamente gratuita, Open Source e stabile attivamente gestita da una enorme comunità di utenti. Viene rilasciata con oltre 51.000 pacchetti software a corredo, e utilizza un potente sistema di gestione dei pacchetti.

Nel mondo Debian tutto è gratuito; dal download al supporto, dalla documentazione al tracciamento dei Bug. Tutte le risorse disponibili per questa distribuzione sono online e sempre a disposizione di chiunque ne abbia necessità.

Nella Home page di Debian, fa bella mostra di sé lo slogan «The Universal Operating System» (il Sistema Operativo Universale). E sembra proprio che Universale lo sia davvero.

Viene infatti utilizzato da numerose istituzioni educative, società commerciali, organizzazioni senza scopo di lucro ed agenzie governative.

Non ultimo, Debian è impiegata anche dalla NASA, che ha adottato già da diversi anni Debian nei propri Data Center e per le esplorazioni spaziali. Tant’è che oltre che nella Stazione Spaiale Internazionale (ISS – International Space Station) recentemente una installazione Debian è stata inviata anche sul pianeta Marte dove viene impiegata per controlli a bordo di Ingenuity.

Migrazione da CentOS a Debian

Con più che buona approssimazione, valgono le medesime considerazioni fatte poco sopra per la «Migrazione da CentOS a Ubuntu». (Non a caso Ubuntu è un fork di Debian. Ricordate?)

Tuttavia, è il caso di ricordare che qualche piccola differenza esiste e ne va tenuto conto, in sede di installazione. Sto parlando del contenuto del file /etc/apt/surce.list e dei file nella cartella /etc/apt/source.list.d.

Questi file contengono i riferimenti ai repository dei pacchetti software; quindi, ovviamente il contenuto di questi file di una distribuzione Debian, saranno necessariamente diversi dalle distribuzioni derivate.

Versioni disponibili

Debian è disponibile per un vasto numero di architetture di elaboratori sia a 32 bit che a 64 bit, tra cui X86_64 e i386, IBM System z, Arm a 64 bit (Aarch64), processori POWER e molti altri.

Disponibile per il download dalla pagina di ufficiale di Debian, viene rilasciata una nuova versione circa ogni 2 anni e gli aggiornamenti rimarranno disponibili fino ad 1 anno dopo dopo la data del successivo rilascio stabile.

Rocky Linux

Immagine di installazione Rocky Linux
La prima schermata dell’installazione di Rocky Linux

Ultimo, ma non ultimo, la nuova distribuzione Rocky Linux. Nato da un fork di CentOS ne assume interamente tutti i tratti.

La prima Release Candidate (versione Beta) è stata rilasciata il 30 aprile 2021, mentre la prima versione stabile (General Availability) è stata rilasciata il 21 giugno 2021;

Rocky Linux è un progetto coordinato da Gregory Kurtzer, il fondatore dell’originario Progetto CentOSe supportato dalla Community. Il progetto Rocky Linux nasce come reazione alla decisione di Red Hat di cambiare la strategia di sviluppo di CentOS (vedi sopra), dando vita ad una nuova distribuzione GNU Linux libera.

Leggi anche:   Venti anni da libero professionista

In precedenza CentOS esisteva come Build Downstream del suo fornitore Red Hat (quasi mai nominato esplicitamente), Ovvero riceveva patch ed aggiornamenti solo dopo che Red Hat li aveva applicati alla sua distribuzione RHEL. Dopo il cambio di strategia di Red Hat nei confronti di CentOS, non è più così.

Rocky Linux mira ad adottare la medesima logica originale di CentOS. Mira cioè a funzionare come una Build Downstream; ovvero, rilasciare patch ed aggiornamenti solo dopo che questi siano stati effettivamente rilasciato da Red Hat; non prima, come avviene ora nella nuova CentOS Stream.

Con questi presupposti, Kurtzer sta ponendo solide basi per ripristinare il vuoto causato dal fornitore Red Hat, con il suo cambio di strategia.

Migrazione da CentOS a Rocky Linux

Tutti coloro che desiderano migrare a Rocky Linux dalla vecchia CentOS non incontreranno sicuramente problemi insormontabili.

Nel processo di installazione non è cambiato praticamente nulla, rispetto alla installazione della vecchia CentOS; a parte ovviamente i loghi e qualche colore di sfondo. Per il resto tutto risulta abbastanza “famigliare” per chi già aveva una certa dimestichezza con quell’ambiente.

Va da sé che anche la struttura del sistema è perfettamente sovrapponibile alla vecchia CentOS 8. Quindi, niente sorprese dietro l’angolo.

Un aspetto interessante riguarda la pubblicazione su GitHub di un tool di migrazione da CentOS a Rocky Linux. Con questo tool è possibile cambiare tutto ciò che serve all’interno di in una installazione CentOS 8, per farla diventare automaticamente Rocky Linux 8.

Versioni disponibili

Si parte con la versione Rocky Linux 8 Update 4 (ovvero: Rocky Linux 8.4), la quale è l’alter ego di CentOS 8.4.

Come già citato, questa è la prima versione stabile di questa distribuzione. Tuttavia, essa è ancora piuttosto giovane ed il gruppo di sviluppatori che sta attivamente lavorando al progetto, devono ancora risolvere qualche problemino marginale affinché tutto scorra nel modo più fluido possibile.

Personalmente credo che ci si possa attendere molto da questa distribuzione, in quanto sembra avere tutte le carte in regola e le potenzialità per diventare la distribuzione di riferimento per tutti coloro che, per qualsiasi motivo, vogliono disporre di server affini alla blasonata RHEL.

Conclusioni

Il cambio di strategia di Red Hat in relativamente alla distribuzione CentOS impone a molti sviluppatori, System Integrators e consulenti IT di rivedere le proprie posizioni in merito a quale distribuzione GNU Linux adottare per il deploy di infrastrutture server di produzione.

Se è vero che il panorama delle distribuzioni GNU Linux è sconfinato, è altrettanto vero che, almeno per quanto riguarda i server, lo spettro si restringe significativamente. Anche se non mancano prodotti qualitativamente eccellenti.

Condividi

Lascia un commento