Come creare una macchina virtuale VirtualBox per Ubuntu

L'impiego di macchine virtuali, anche in ambiente SOHO, è diventata una pratica molto comune per via degli indubbi vantaggi che questa tecnologia può portare; non solo dal punto di vista economico, ma anche e direi soprattuppo dal punto di vista pratico. Tanto per citare qualche breve  e sintetico esempio:

  • Necessità di provare un tipo di applicazione disponibile esclusivamente per un sistema operativo diverso da quello in uso
  • Comparazione e verifiche di diversi sistemi operativi
  • Ricerca e studio di nuove tecnologie e tecniche implementative

L'elenco potrebbe diventare assai lungo e l'unico limite potrebbe essere solo la cratività dello sviluppatore. Tuttavia, molto spesso mi è capitato di incontrare persone che vorrebbero accostarsi a queso ambiente, ma a loro dire hanno difficoltà a trovare punti di riferimento e documentazione tecnica dettagliata e facile da consultare. È proprio per questo che ho deciso di scrivere questo articolo per illustrare in dettaglio tutti i passi da seguire per installare una macchina virtuale sul proprio PC, che non siano solanto un elenco di immagini dove indicare solo "cliccare su Next", ma una guida corredata da alcuni brevi ma importanti commenti ed utili suggerimenti.

Per facilità di consultazione, questa guida è suddivisa nelle seguenti sezioni:

  1. Introduzione
  2. Creazione di una nuova Macchina Virtuale
  3. Configurazione della Macchina Virtuale di VirtualBox
  4. Avvio dell'Installazione di XUbuntu

A questo punto non resta che iniziare subito ad addentrarci nella creazione della nostra prima macchina virtuale

1. Introduzione

Se hai già avuto modo di leggere la mia precedente guida su Come installare VirtualBox sul proprio PC Windows, sono sicuro che sei già pronto per affrontare la creazione di una nuova macchina virtuale VirtualBox in preparazione dell'instllazione del tuo sistema operativo Ubuntu, di cui parleremo più tardi.

Prima di iniziare con la vera e propria creazione della macchina virtule (il contenitore del sistema operativo virtualizzato), ci sono alcuni fattori che necessitano di essere definiti a priori. Vediamo di che si tratta.

1.1 Il Sistema Operativo da Virtualizzare

La prima cosa da definire è senz'altro il tipo di sistema operativo che desideri installare. In questo caso, ho scelto Xubuntu (il sito in inglese, ma puoi trovare una buona descrizione in italiano di Xubuntu su Wikipedia), che è un particolare "Flavour" (sapore) di una delle distribuzioni GNU/Linux più popolare. Il perché di questa scelta è presto detto: e una distribuzione facile da utilizzare per gli scopi più vari; ha inoltre una grande flessibilità e facilità d'uso, anche per via dell'interfaccia grafica Xfce che risulta essere abbastanza "leggera" e poco affamata di risorse, aspetto questo molto apprezzabile nel caso di PC non particolrmente potenti.

A tale proposito, prima di iniziare sarebbe opportuno poter avere a portata di mano il disco dell'installazione del sistema oerativo (nel nostro caso: Xubuntu); per questa guida ho scelto di scaricare xubuntu-16.04.2-desktop-amd64.iso dal sito ufficiale di Xubuntu all'indirizzo http://xubuntu.org/getxubuntu/;  del quale, per precauzione ne ho masterizzata una copia su DVD fisico, in modo da poter disporre sia dell'Immagine ISO che del disco fisico di installazione.

Ovviamente, se preferisci installare la versione base di Ubuntu, non c'è alcun problema, né ci sono controindicazioni per quanto riportato in questa guida Ubuntu e Xubuntu sono perfettamente intercambiabili per quanto riguarda il nostro scopo (ricordati però di fare riferimento al file .ISO opportuno) anche se qui troverai solo riverimenti a Xubuntu. In questo caso, ti suggerisco di scaricare l'immagine ISO del sistema operativo Ubuntu dal sito ufficale, il cui file .ISO è  ubuntu-16.10-desktop-amd64.iso.

1.2 Il Motore di Virtualizzazione

Un altro fattore importante, riguarda certamente il "motore" utilizzato per la virtualizzazione. In questo caso ho scelto di utilizzare VirtualBox (il sito è in inglese, ma puoi trovare una buona descrizione in italiano di VirtualBox su Wikipedia), per via della grande diffusione e della estrema flessibilità. Anche in questo caso ho cercato di tenere in debita consierazione sia la "pesantezza" dell'applicazione che la facilità d'uso; VirtualBox sembra soddisfare appieno questi requisiti.

Per quanto riguarda l'installazione di VirtualBox sul proprio PC, ti posso suggerire di leggere l'articolo su come installare VirtualBox sul proprio PC Windows.

2. Creazione di una nuova Macchina Virtuale

Se hai installato correttamente VirtualBox sul tuo PC, troverai l'icona dell'applicazione sul tuo descktop, cliccandola, Virtualbox si avvierà; potrai quindi cliccare su Nuova, nella barra in alto della finestra dell'applicazione, per creare la tua prima macchia virtuale.

xubuntu install 001

Nell'immagine qui sopra è mostrata barra superiore di VirtualBox dove sono presenti i pulsanti di comando per le operazioni sulle macchine virtuali.

Subito dopo aver cliccato il pulsante Nuova, si aprirà una finestra dove inserire le informazioni relative alla macchina virtuale che desideri creare, come mostrato nella seguente immagine.

Qui dovrai inserire:

  • Il nome della macchina virtuale. Ovvero, il nome con il quale sarà identificata da VirtualBox questa nuova VM (acronimo di Macchina Virtuale). Nell'esempio ho scelto di chiamarla Xubuntu-16.04-LTS-Desktop-64,  tanto per ricordarmi che questa VM è un host (virtuale) Xubuntu Versione 16.04 LTS (Long Time Support - il cui supporto per gli aggiornamenti dura 5 anni), è di tipo Desktop, ovvero mette a disposizione dell'utente una interfaccia grafica, ed è una macchina con archtettura a 64-bit. Tuttavia potrai darle il nome che preferisci.
  • Il Tipo di S.O. (Sistema Operativo) nel quale sarà installata. In questo caso, è una macchina Linux, la cui versione logica è Ubuntu 64-bit.
  • La quantità di memoria assegnata. Ovvero, la quantità i memoria che quest macchina "vede" come se fosse memoria fisica. Per quanto riguarda la nostra installazione di Xubuntu, tipicamente 1 GByte (1024 MBytes) si uò considerare un quantitativo adeguato. Attenzione a non assegnare alla VM più memoria logica di quanta memoria fisica hai installato nella tua macchina fisica; ciò potrebbe cusare ovvi problemi.
  • Se assegnare un disco fisso (Hard Disk) alla VM. Ovvero se vogliamo che questa VM abbia un disco fisso proprio, il quale in realtà corrisponde ad un semplice file della tua macchina fisica. Qui puoi scegliere se vuoi eventualmente riutilizzare un precedente disco fisso (il file della tua macchia fisica) già utilizzato in precedenza per un'altra VM.

xubuntu install 002

Cliccando su Crea, il disco fisso (il file della tua macchina fisica) verrà creato immediatamente, invece che posticipato al momento in cui dovrà essere effettivamente utilizzato.

Nella successiva scermata, potrai scegliere:

  • Le dimensioni del disco fisso della tua VM. Ovvero le dimensioni del file dell tua macchina fisica che lo rappresentano.In questo caso ho scelto di assegnare un disco di 20 GBytes. Attenzione a non assegnare alla VM più spazio-disco di quanto ce ne sia effettivamente a disposizione nella tua macchina fisica; ciò potrebbe cusare ovvi problemi.
  • Il tipo di file relativo al disco fisso. Ovvero al formato del file. Esistono diversi formati di files che rappresentano gli Hard Disk delle VM dipendenti dalla tecnologia software impiegata per la virtualizzazione, ciò accade essenzialmente per motivi di compatibilità tra i vari software di virtualizzazione.
  • Il tipo di archiviazione su disco fisico. Ovvero se l'allocazione del disco vistuale (del file nella tua macchina fisica) avviene tutto insieme, oppure se aumentare la grandezza del file nella tua macchina fisica, man mano che la VM richiede spazio sul suo disco virtuale. Ciò può essere di grande aiuto nel caso tu abbia a disposizione quantità ridotte di spazio disco sulla tua macchina fisica; tuttavia, l'allocazione dinamica di questo spazio comporta un degrado notevole delle prestazioni runtime della VM, ogni volta che il file deve essere aumentato dinamicamente.

xubuntu install 003

Cliccando su Crea, il disco fisso (il file della tua macchina fisica) verrà consolidato (completaente allocato) e la tua VM è ormai pronta per essere creata. Fai attenzione che la tua nuova VM è come una scatola vuota, cose se avessi appena acquistato un nuovo PC senza alcun sistema operativo preinstallato: non è infatti in grado di poter eseguire alcuna operazione.

3 Configurazione della Macchina Virtuale di VirtualBox

Non appena ls nuova VM è stata creata, la uoi trovare nella colonna i sinistra della finestra principale di VirtualBox, come mostrato nella figura sottostante.

virtualbox console

La tua nuova macchina virtuale ora necessita di essere configurata, esattamente come se stessi assemblando i componenti di un nuovo compter. È infatti necessario stabilire che tipo di hardware deve "vedere" la nuova VM una volta che verrà avviata; questo può essere fatto cliccando con il pulsante destro del mouse sulla nuov VM ppena creata e selezionare Impostazioni, come mostrto nella seguente immagine.

virtualbox configura vm

Si aprirà, a questo punto una nuova finestra per la configurazione generale, mostrata qui di seguito. In questa schermata vengono sostanzialmente confermate le informazioni di base della VM, relative al nome oltre alla tipologia ed alla versione del sistema operativo che questa VM ospiterà.

xubuntu install 004

Cliccare su Sistema, nella colonna di sinistra della finestra, per continuare.

 

Nella sezione Sistema, è possibile modificare (suggerisco di lasciare i valori preimpostati di default):

  • Il quantitativo di memoria da assegnare alla VM (che deve essere compatibile con il quantittivo di memoria fisica della macchina fisica).
  • Il dispositivo di avvio. Ovvero da quale device la tua VM tenterà di fare il Boot oltre a quale ordine verrà seguito per tentare l'avvio della VM.
  • Il tipo di Chipset.
  • Il dispositivo di puntamento. Per compatibilità suggerisco di lasciare il valore preimpostato di default, ovvero Tavoletta USB.
  • Alcune funzionalità estese. Tra queste funzionalità vi sono quelle riferite alla gestione dell'Interrupt (APIC), al'utilizzo di EFI/UEFI (solo per sistemi operativi che richiedono questo firmware) ed alla gestione del Real Time Clock (RTC) ovvero l'orologio di sistema.

xubuntu install 005

Cliccare su Schermo, nella colonna di sinistra della finestra, per continuare

Nella cosfigurazione degli schermi virtuali da assegnare alla VM è possibile aplicare particolari configurazioni dello schermo (o di schermi multipli) per poter gestire al meglio la tua VM in condizioni particolari. Questa sezione può essere considerara una "Cnfigurazione Avanzata", quindi per il momento, suggerisco caldamente di lasciare i valori preimpostati di default e procedere oltre.

xubuntu install 006

Cliccare su Archiviazione, nella colonna di sinistra della finestra, per continuare

Nella sezione Archiviazione, oltre a confermare la tipologia dell'Hard Disck di cui abbiamo parlato più sopra, c'è un elemento estremamente importante per il primo avvio della macchina che deve essere configurato correttamente: sitratta del Controller IDE. Qui viene stabilito, cosa la tua VM "vede" come dispositivo CD/DVD, il ché è molto importante per poter fare il primo Boot di macchina. Vale qui la pena di ricordare che se ti è mai capitato di instllare un sistema operativo qualsiasi in una macchina fisica, hai bisogno del CD/DVD di installazione; ebbene qui viene stabilito quale è il CD/DVD di installazione he la tua VM "vede" quando viene accesa.

Selezione la piccola icona a forma di CD/DVD a fianco di Lettore ottico, quindi:

  • Seleziona il lettore CD/DVD della tua macchia fisica dalla lista (se desideri avviare la tu VM da un CD/DVD fisicamente inserito nella macchina fisica)

Oppure, in alternativa,

  • Scegli una Immagine ISO presente in una cartella del disco della tua macchina fisica.

Nell'esempio, ho scelto di installare il sistema operativo Xubuntu, per il quale avevo già provveduto a scaricare l'immagine ISO dal sito ufficiale della distribuzione, come già detto all'inizio di questa guida.

 

xubuntu install 007

A questo punto, una volta selezionato il file ISO come sorgente dell'installazione, il file selezionato verrà mostrato sotto al Controller: IDE, come mostrato nell'immagine che segue.

xubuntu install 008

Cliccare su Rete, nella colonna di sinistra della finestra, per continuare

Fai molta attenzione a questo aspetto della configurazione, poiché è qui che  si stabilisce come la tua VM accede alla rete ed a come poter raggiungere in rete la tua VM; una configurazione non corretta potrebbe pregiudicare le comunicazioni con il mondo esterno di  Xubuntu.

Qui è necessario  configurare la i Dispositivi di Rete che la tua VM "vedrà" quando sarà avviata. In questa sezione della configurazione, VirtualBox predispone già fino a 4 schede virtuali di rete (ma se necessario se ne possono aggiungere delle altre). Tipicamente, nei casi normali, soltanto la prima viene utilizzata (le altre non sono neppure abilitate) ed i parametri impostati sono già impostati per poter accedere normalmente alla rete esterna (internet compresa).

Un elemento importante che dovrai configurare riguarda il valore da impostare in Connessa a. Questo parametro definisce il modo in cui la tua macchina virtuale è connessa alla rete. I valori possibili sono i seguenti.

  1. Non connesso. Nonostante la scheda è abilitata, la VM non accederà alla rete.
  2. NAT. VirtualBox creerà una LAN virtuale con indirizzamento IP privato e la tua VM sara connessa a questa LAN virtuale. Per accedere alla rete esterna utilizzerà il proprio indirizzo IP che verrà sottoposto a NAT (Network Address Translation) prima uscire verso l'esterno, utilizzando la scheda fisica di di rete del tuo PC. Questa tipologia è molto semplice da utilizzare; tuttavia se vorrai connetterti alla tua VM da un altro computer della rete, potrebbe essere piuttosto complicato.
  3. Rete con NAT. Come il precedente, con la differenza che l'intera LAN virtuale è sottoposta a NAT.
  4. Scheda con Bridge. Con questa configurazione, VirtualBox metterà a disposizione della VM una scheda virtuale di rete connessa ad un Bridge (ponte) che consentirà alla VM di poter disporre di un indirizzo IP direttmente sulla stessa LAN fisica di dove è connesso il tuo PC, dove è in esecuzione VirtulBox. Ciò rende disponivile e "visibile" la tua VM in rete, come se fosse un host fisico, quindi, in grado di comunicare pienamente con il mondo esterno ed essere raggiunto da qualsiasi altro host della rete. Seleziona qusta opzione, prima di proseguire.
  5. Rete Interna. VirtualBox creerà una LAN virtuale interna sulla quale possono essere connesse tutte le VM che desideri, ma questa LAN virtuale non permette l'accesso alle reti esterne. Utile quando desideri creare una LAN protetta.
  6. Scheda solo host. VirtualBox metterà a disposizione della tua VM una scheda virtuale che può comunicare solo con la macchina host, in altre parole, solo con il tuo PC nel quale è in esecuzione VirtualBox. Utile solo per VM isolate ed utilizzabili esclusivamente dal tuo PC.
  7. Driver generico. VirtualBox metterà a disposizione un Driver di scheda di rete virtuale, dove dovrai inserire manualmente tutti i parametri specifici del driver che vuoi utilizzare. Utile in casi particolari, ma non di semplice implementazione.

Vale tuttavia ricordare che nella sotto-sezione Avanzate (che può essere mostrata cliccando sulla freccia azzurra) sono mostrate alcune delle caratteristiche più dettagliate della scheda virtuale di rete, come il tipoo di scheda fisica che verrà utilizzata dalla scheda vistuale, olre al MAC address assegnato alla scheda virtuale di rete, oltre ad altre particolarità sul rilevamento della disconnessione del cavo di rete da parte della scheda virtuale ed all'eventuale inoltro delle porte TCP/IP utile in certi particolari casi, non utili alla nostra discussione in questa guida.

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Cliccare su OK per chiudere la configurazione e passare finalmente alla vera e propria installazione del sistema operativo in questa nuova macchina virtuale appena preparata e configurata.

4. Avvio dell'Installazione di XUbuntu

Finalmente iniziamo con la vera e propria installazione del sisteema operativo. Tanto per non fare confusione, vale la pena di ricordare che una macchina virtuale (VM) ha il medesimo comportamento i una macchina fisica, tanto più che (almeno per quello che concerne questa guida) il sistema operativo ospite (in inglese: Guest) non ha l minima percezione di non avere un hardware fisico a disposizione, qundi, non "sa" di essere una macchina virtualizzata che gira all'interno di un'altra macchina fisica Ospitante (in inglese: Host) quindi quando talvolta diciamo "Accendo la macchina virtuale XYZ" in realtà sto simulando la sua accensione dando ad essa l'idea che qualcuno abbia davvero premuto il pulsante ON/OFF dell'hardware. Tuttavia, visto e considerato che la macchina Host è già necessariamente accesa (alimentata e funzionante), quello che avviene è una vera e propria simulazione di questo atto.

Ad ogni modo, torrniamo all'accensione (o ll'avvio) della nostra nuova VM. L'immagine di seguito, mostra come sia effettivamente semplice avviare la VM desiderata: Click col pulsante destro del muse sulla VM che si vuole "accendere" e selezionare Avvio normale. Notare che sono disponibili altri metodi avvio per una VM:

  • Avvio normale. La macchina virtuale viene avviata ed una finestra di Windows è dedicata a contenere lo schermo della VM. Se si chiude la finestra Windows relativa alla VM la VM stessa viene spenta (chiusa).
  • Avvio senza finestra. La macchina virtuale viene avviata senza nessuna finestra di Windows associata, pertanto non è possibile "vedere" la sua console. Questa modalità è molto utile in caso di VM server che  non hanno necessità di mostrare nulla sulla loro console.
  • Avvio sganciabile. La macchina virtuale viene avviata ed una finestra di Windows è dedicata a contenere lo schermo della VM. Se si chiude la finestra Windows relativa alla VM la VM stessa viene spenta (chiusa). Tuttavia, diversamente dall'Avvio normale, la finestra associata alla VM può essere sganciata (si chiude automaticamente la finestra Windows) senza pregiudicare il continui funzionamento della VM. Questa modalità è molto utile se si hanno più VM contemporaneamente "accese" ma non sidesidera mantenerne aperte le rispettive finestre Windows aggangiate alla console delle VM stesse; ciò consente un considerevole risparmio delle risoese della macchina fisica (Host).

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Cliccare su Avvio normale per avviare ("accendere") la nostra nuova macchina virtuale ed avere sempre a disposizione la finestra Windows agganciata alla console della VM.

 

Non appena avviata, la VM tenterà di fare il Boot dai dispositivi elencati nella sezione Sistema, descritta più sopra,seguendo esattamente l'ordine mostrato; quindi, non essendo disponibile nessun floppy, il primo dispositivo disponibile dal quale è possibile fare il Boot è il CD/DVD. A questo punto viene avviato il Boot da CD/DVD; ovvero, viene avviato il progrmma di installazione di Xubuntu, di cui l'immagine che segue è la prima scermata.

 

xubuntu install 011

 

5. Conclusioni

Complimenti! Gran parte del lavoro più delicato è stato completato, sei quindi pronto ad installare Xubuntu (o se preferisci, Ubunu) sulla tua macchina virtuale nuova di zecca. La tua macchina virtuale, o meglio il contenitore del futuro sistema operativo che andrai ad installare, è perfettamente in grdo di accogllierlo e di farlo funzionare come se fosse davvero in esecuzione su una vera macchina fisica.

Buon divertimento.

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